mercoledì 2 dicembre 2009

E ritorno il Me migliore

L'aria era fredda, il cielo grigio, ma questo è qualcosa che mi piace.
San Babila. "E' diventato il mio ufficio, sai? dò sempre appuntamento lì". Camminare lungo strade nuove che nel giro di pochissimo sono diventate note. Le panche in pietra del castello Sforzesco, i ponti sul naviglio grande. E poi le foto, Leonardo di notte, il riscaldamento tropicale dei negozi, l'aperitivo a Brera, il chiostro della Cattolica e le vie nascoste.
L'appartamento di Phil. Un posto dove appendere il cappello, direbbe Chatwin. Essenziale, confortevole. Andare a fare la spesa sotto casa, combattere col portone per aprirlo e controllare se per caso qualcuno ha lasciato qualcosa nella buca delle lettere. Il vino la prima sera, "sono tranquillo", la sedia sfondata, gli immancabili soffritti, la pasta col cavolfiore e la nutella a colazione. Il cane morto [ma questa la capiremo in pochissimi]. Chi cucina non lava i piatti.
E poi i visi e i sorrisi. Di persone ritrovate e persone conosciute. La felicità. Il tabacco e l'aroma di caffé. Lars von Trier a notte fonda. La pioggia fina. Milano.

E ritorno il Me migliore.

Sportfreunde Stiller - '94

Foto scattata dal Capitano

martedì 24 novembre 2009

Il giorno prima

Adoro questa foto di Bruce Chatwin; credo, anzi, di averla già utilizzata in passato, ma non importa. Lo zaino in spalla, gli scarponi al collo: nel mio immaginario questa foto è il simbolo del viaggiare. E' essenziale, è dinamica, è spartana. Niente fronzoli o cose superflue: chi viaggia punta ad altro.
Io ho da poco chiuso il borsone. In meno di 10 minuti sono riuscito a mettere ciò che veramente mi servirà per una settimana. Questo bagaglio a mano mi basta: miro anche io all'essenzialità. Non vado certo in Patagonia o in Afghanistan, ma questo è un mero elemento di colore. Viaggio: è questo il dato da mettere a fuoco.

Ciò che faccio non è mai fine a se stesso. L'esperienza è una gran cosa. Anche l'esperienza delle cose non riuscite o fallite. Forse fallimenti al 100% non esistono. Divago sempre. Dicevo, cerco di dare sempre un senso alle mie azioni e di trarne un insegnamento. Io so già che mi incanterò per strade che non conosco, mi meraviglierò di cose banali, assaporerò ogni caffé ed ogni sigarino che fumerò durante la settimana che viene. Con F. faremo discorsi unici e progetteremo altri viaggi, sorseggiando del vino.
Ecco, questo stesso modo di vivere dovremmo averlo ogni giorno. Dovremmo saper essere essenziali con le cose materiali, evitare di circondarci di tanti oggetti che non ci servono. E dovremmo piuttosto saper usare di più gli occhi e le emozioni.
Fermarci, di tanto in tanto, e assaporare tra le labbra e la lingua, il gusto buono di questa Vita che scorre.
Senza fretta, come se fosse sempre la prima volta.
In realtà, non c'è nulla di scontato.

[...]

domenica 15 novembre 2009

Se una notte d'Autunno

Ci sono giorni che valgono come settimane, se non mesi, in quanto a densità.
Giorni che, se ci fai caso, passano veloci eppure ti lasciano tantissimo. Addosso e dentro. Ho sempre pensato che Novembre fosse il mio mese, il mese delle cose positive, e ogni anno ne ho la conferma. Potrei scrivere un lunghissimo elenco delle cose belle -anche se a volte dolorose- che mi succedono in questo mese.

Ecco, per me è rinascita. Morte e rinascita, pienamente. In effetti, secondo il calendario pagano, l'anno inizia con Samhain (tra il 31 Ottobre e il 1° Novembre) e io sono decisamente pagano. Mi sento sereno come non mai, forte. Libero da pensieri opprimenti o malumori. Leggero, nell'assetto ideale per un Viaggio (e tra 10 giorni, infatti, come nella mia migliore tradizione si parte).

Mi sono lasciato alle spalle le nuvole ed i grigiori. Il Vento che sento soffiare è buono, mi ispira, mi esalta, mi spinge verso nuovi traguardi. Non c'è niente, niente che non va. Quello che pensano gli altri, mi interessa relativamente.
Qui, ora, c'è spazio solo per me.

Sailaway sailaway sailaway
From the North to the South, Ebudae unto Khartoum
From the deep Sea of Clouds to the Island of the Moon
Carry me on the waves to the lands I've never been
Carry me on the waves to the lands I’ve never seen
[Enya - Orinoco flow]

lunedì 9 novembre 2009

Cioccolata calda


Al collo porto sempre una piastrina con i miei dati. E' scontato che io li sappia a memoria, eppure ogni tanto sento quasi il bisogno di prenderla in mano per ricordare a me stesso chi sono. Ma non basta. Talvolta soffia un Vento che ti sposta. Eri convinto di avere i piedi ben piantati ma per un non nulla ti scopri a vacillare. Ad essere ottimista direi che questo rende il tutto più interessante.

Stringo i denti. Ultimi sforzi, dicono, ma io sono stanco, quindi un po' veglio e un po' mi addormento. Se dovessi parlare davvero come un libro stampato (cit.) direi che "dopo la pioggia esce sempre il sole", "il momento più buio è quello prima dell'alba", "chi la dura la vince" e cose così. Ma vi risparmierò tutto questo. Piuttosto potrei parlarvi di strade di montagna immerse nella solitudine rossa dei castagni d'Autunno, oppure ancora di un castello normanno a picco sul Mare, da cui osservare il mondo.
No, scelgo il silenzio ma solo per stuzzicare la vostra fantasia. Mi piacerebbe, a volte, conoscere i vostri pensieri. Vedermi con i vostri occhi.

Nel frattempo io preparo qualcosa di caldo e mi rilasso, ma sempre qui, saldamente al timone.
Hic manebimus optime
.
Adesso ho solo voglia di pace, di odorare l'aroma buono del tabacco e di ascoltare i suoni cari della notte.

[...]

P.S. avevo oscurato quest'Isola con l'intenzione di un rinnovamento stilistico, già in programma quest'estate. Ma siccome il tempo manca, ve la restituisco così com'era. Buena vida

domenica 25 ottobre 2009

Tendere


Il cielo è grigio, scende una pioggia fina che il Vento ci spinge contro. L'aria è fredda e lo sforzo è piacevole. Salire, sempre di più. Lo scarpone cerca un appoggio sicuro, saldo, il bastone in betulla aiuta il compito. "Concentrati sull'ascesa, non sulla cima" penso.
Esistono luoghi fuori dal mondo. Luoghi vicini ai cosiddetti centri civili, luoghi dove puoi andare in compagnia degli amici. Eppure luoghi dove, se vuoi, puoi trovarti solo con te stesso. Guardare il mondo, sotto di te, lo sconfinato panorama. Il Vento che a volte ti accarezza, altre ti prende a schiaffi. Nello zaino puoi metter dentro tutto ciò che ti serve. Bandito il superfluo. Questa è essenzialità.

Sono state settimane di cambiamento, è stato un mese intenso, di palingenesi. Ma mai dire "ok, ce l'ho fatta". Amo la sfida, la sfida continua. Misurarmi, mettermi alla prova, provare la difficoltà. Capire il mio valore, se sono chiacchiere o fatti. Se il bianco che vedo è gesso o marmo. Bisogna soffrire, sentirsi teso fino al punto di rottura, per poter trovare tutta la Forza dentro ognuno di noi.

Tendere, tendere sempre verso la perfezione.

"Invece di lamentarsi per la solitudine occorre benedirla,
occorre approfittare di questa insperata possibilità
di esaminare se stessi in silenzio
e di dominarsi lucidamente, totalmente,
sin nei propri pensieri più contaddittori".
Léon Degrelle


Foto scattata dal Capitano