lunedì 9 novembre 2009

Cioccolata calda



Al collo porto sempre una piastrina con i miei dati. E' scontato che io li sappia a memoria, eppure ogni tanto sento quasi il bisogno di prenderla in mano per ricordare a me stesso chi sono. Ma non basta. Talvolta soffia un Vento che ti sposta. Eri convinto di avere i piedi ben piantati ma per un non nulla ti scopri a vacillare. Ad essere ottimista direi che questo rende il tutto più interessante.

Stringo i denti. Ultimi sforzi, dicono, ma io sono stanco, quindi un po' veglio e un po' mi addormento. Se dovessi parlare davvero come un libro stampato (cit.) direi che "dopo la pioggia esce sempre il sole", "il momento più buio è quello prima dell'alba", "chi la dura la vince" e cose così. Ma vi risparmierò tutto questo. Piuttosto potrei parlarvi di strade di montagna immerse nella solitudine rossa dei castagni d'Autunno, oppure ancora di un castello normanno a picco sul Mare, da cui osservare il mondo.
No, scelgo il silenzio ma solo per stuzzicare la vostra fantasia. Mi piacerebbe, a volte, conoscere i vostri pensieri. Vedermi con i vostri occhi.

Nel frattempo io preparo qualcosa di caldo e mi rilasso, ma sempre qui, saldamente al timone.
Hic manebimus optime
.
Adesso ho solo voglia di pace, di odorare l'aroma buono del tabacco e di ascoltare i suoni cari della notte.

[...]

P.S. avevo oscurato quest'Isola con l'intenzione di un rinnovamento stilistico, già in programma quest'estate. Ma siccome il tempo manca, ve la restituisco così com'era. Buena vida

domenica 25 ottobre 2009

Tendere


Il cielo è grigio, scende una pioggia fina che il Vento ci spinge contro. L'aria è fredda e lo sforzo è piacevole. Salire, sempre di più. Lo scarpone cerca un appoggio sicuro, saldo, il bastone in betulla aiuta il compito. "Concentrati sull'ascesa, non sulla cima" penso.
Esistono luoghi fuori dal mondo. Luoghi vicini ai cosiddetti centri civili, luoghi dove puoi andare in compagnia degli amici. Eppure luoghi dove, se vuoi, puoi trovarti solo con te stesso. Guardare il mondo, sotto di te, lo sconfinato panorama. Il Vento che a volte ti accarezza, altre ti prende a schiaffi. Nello zaino puoi metter dentro tutto ciò che ti serve. Bandito il superfluo. Questa è essenzialità.

Sono state settimane di cambiamento, è stato un mese intenso, di palingenesi. Ma mai dire "ok, ce l'ho fatta". Amo la sfida, la sfida continua. Misurarmi, mettermi alla prova, provare la difficoltà. Capire il mio valore, se sono chiacchiere o fatti. Se il bianco che vedo è gesso o marmo. Bisogna soffrire, sentirsi teso fino al punto di rottura, per poter trovare tutta la Forza dentro ognuno di noi.

Tendere, tendere sempre verso la perfezione.

"Invece di lamentarsi per la solitudine occorre benedirla,
occorre approfittare di questa insperata possibilità
di esaminare se stessi in silenzio
e di dominarsi lucidamente, totalmente,
sin nei propri pensieri più contaddittori".
Léon Degrelle


Foto scattata dal Capitano

venerdì 2 ottobre 2009

A bientot


Sorseggiare lentamente un caffè caldo, amaro. Scrutare il cielo sperando piova. Adoro la pioggia. Le giornate piovose mi danno un 'idea di pulizia, ma forse l'ho già detto. Ti distrai un momento e subito arriva Ottobre. E forse da oggi inizierà l'Autunno: quest'anno la stagione ha stentato a decollare ma "a Venezia gli anni sono sempre un poco più lunghi" (cit.).
Nel giro di due settimane si sono rotti, slegati, due braccialetti in corda che portavo al polso da molti mesi. Non credo in segni del destino o baggianate simili, ma riconosco di sentirmi un po' più... nudo.
Che stupidaggini dico, certe volte.

Ogni fine è un inizio. E poi stare fermo troppo a lungo mi innervosisce. Il tempo di finire questo buon sigaro e si riparte. "Bentornato a bordo, signore" mi sussurro.
Le cose da fare non mancano e non sono mai mancate. Assicurare i bagagli, ognuno al proprio posto, sciogliere le gomene dalle bitte di prua e poppa, controllare gli strumenti e tracciare la rotta. Mai più facile è stato capire verso dove fare vela: verso te stesso, Capitano. Nessun rancore, nessun groppo in gola o rimpianto. Qualche nuvola all'orizzonte, è vero, ma dove c'è nuvoloso c'è anche Vento.
E soprattuto nessun dubbio, se mai ce ne fossero stati.

Bentornato a bordo, signore.

"Uomo libero, amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio:
contempli la tua anima nel volgersi infinito
dell'onda che rotola
e il tuo spirito è un abisso altrettanto amaro"
[Charles Baudelaire]

Foto: Nessun dubbio, scattata dal Capitano

lunedì 21 settembre 2009

Autunno dolciastro

Éric Tabarly è uno scrittore ma, soprattutto, un navigatore francese. Nel 1946 ha vinto la regata transatlantica in solitaria a bordo del celebre Pen Duick II. Ha vinto anche l'edizione successiva. Muore in mare nel 1998. Non so perché, ma oggi penso a lui.

Il cielo è grigio, come il mio umore. L'autunno è praticamente arrivato. E io così mi sento. Triste e malinconico. Mattine di studio svogliato, strade sempre uguali, immagini che mi fanno tornare alla mente sempre... ecco, ci siamo capiti.
È un periodo di attese? non lo so, ma a pensarci io attendo sempre qualcosa. È un periodo di inizi? ma iniziare cosa, poi. Faccio continuamente finta che le cose non mi interessino e oramai non ci credo più neanche io.
Piove, ma vorrei mi piovesse dentro, nell'anima, per rinfrescare, lavare, portare nuovamente alla luce qualcosa che c'è ma sembra soffocato. Urlare, piangere... la fotografia è l'unica strada che conosco per portare fuori un sentimento che ho dentro.

Nei prossimi giorni comincerà a fare meno caldo, o almeno spero. Solo una sciarpa, un maglioncino leggero, saranno il mio caldo abbraccio. E...

"Lentamente tra una pagina e l'altra di un libro qualunque
ingannavo l'attesa già settembre poche voci distanti e
un autunno distratto al di la' dei vetri
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando

distrarsi sembrava piuttosto facile
credevo di sopportare la tua indifferenza
cercando pretesti e rimedi inutili
eri tu quel tasto dolente eri tu autunno dolciastro eri tu

Freddamente valutavo i miei limiti
i gesti avventati le frequenti rinunce
era tardi e bruciavano gli occhi fissavo il soffitto
il mio letto disfatto
quasi speravo che non arrivassi più
quasi credevo che non mi mancassi eppure stavo aspettando"
[Carmen Consoli / Autunno dolciastro]

Foto: Éric Tabarly, fonte internet

domenica 6 settembre 2009

Mai tornare indietro


Neanche per prendere la rincorsa.
Nessuno mi smentirà se dico di essere una persona che, nella sua vita, è sempre riuscita a scegliere. Fare o non fare, partire o restare, prendere o lasciare. Non credo negli assoluti: la saggezza impone di camminare sul filo sottile che separa le mattonelle bianche da quelle nere; eppure, giunti al bivio, bisogna scegliere. Non puoi star lì a guardare le due strade e impantanarti, ristagnare in vuote attese.
Scegli, per dio.

Il calendario segna settembre, ma fa un caldo d'estate piena. Soliti obblighi, le infinite materie universitarie e i via vai. Giornate passate all'ex Monastero, tra tabacco, musica nelle orecchie e pagine svogliatamente sfogliate. La lettura di R. Kapucinski. E' un mese da puntini di sospensione [...] appunto.

Passaggio. Transizione. Quando il Vento spazzerà via questi momenti di grigia afa, forse mi sentirò meglio. Nemico dell'immobilità. Nei pomeriggi piovosi, nelle tazze di thè, nel tepore di una sciarpa, io finalmente rincontrerò me stesso.
Solo, silenzioso.
Decisamente me.

Addio, addio
e un bicchiere levato al cielo d'Irlanda
e alle nuvole gonfie...
[MCR - In un giorno di pioggia]