L'aria era fredda, il cielo grigio, ma questo è qualcosa che mi piace.San Babila. "E' diventato il mio ufficio, sai? dò sempre appuntamento lì". Camminare lungo strade nuove che nel giro di pochissimo sono diventate note. Le panche in pietra del castello Sforzesco, i ponti sul naviglio grande. E poi le foto, Leonardo di notte, il riscaldamento tropicale dei negozi, l'aperitivo a Brera, il chiostro della Cattolica e le vie nascoste.
L'appartamento di Phil. Un posto dove appendere il cappello, direbbe Chatwin. Essenziale, confortevole. Andare a fare la spesa sotto casa, combattere col portone per aprirlo e controllare se per caso qualcuno ha lasciato qualcosa nella buca delle lettere. Il vino la prima sera, "sono tranquillo", la sedia sfondata, gli immancabili soffritti, la pasta col cavolfiore e la nutella a colazione. Il cane morto [ma questa la capiremo in pochissimi]. Chi cucina non lava i piatti.
E poi i visi e i sorrisi. Di persone ritrovate e persone conosciute. La felicità. Il tabacco e l'aroma di caffé. Lars von Trier a notte fonda. La pioggia fina. Milano.
E ritorno il Me migliore.
E poi i visi e i sorrisi. Di persone ritrovate e persone conosciute. La felicità. Il tabacco e l'aroma di caffé. Lars von Trier a notte fonda. La pioggia fina. Milano.
E ritorno il Me migliore.








